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Il
Castello di Padova, o Castel Vecchio, venne edificato a
partire dal 1242 da Ezzelino da Romano come perno difensivo della cinta muraria e quindi ristrutturato e
ampliato nella seconda metà del trecento da
Francesco da Carrara, nuovo signore della città.
Con la
costruzione delle mura rinascimentali nei primi decenni del 1500 il
valore strategico del Castello si ridusse e la struttura venne
progressivamente abbandonata; in
seguito, durante la dominazione della Serenissima venne adibita a
deposito di polvere da sparo. Nel
1765 il Senato della Repubblica di Venezia diede mandato all'abate
Giuseppe Toaldo di dotare l'Università di Padova
di un osservatorio
astronomico. Toaldo scelse come sede la torre del Castel Vecchio, per la
posizione ideale alle osservazioni e incaricò dei lavori
l'architetto don Domenico Cerato.Al termine dei lavori, durati circa una decina
di anni, la Specola cambiò decisamente aspetto: su tutto il perimetro
vennero aperte grandi finestre, vennero edificate la terrazza e la
loggia al piano superiore per permettere di scrutare la volta celeste.
La torre della Specola viene chiamata anche Torlonga,
dal nome di una torre più antica, citata dallo storico padovano Giuseppe Gennari,
edificata nel decimo secolo e probabilmente crollata nel terremoto del
1117.
Nel 1994 all'interno della struttura è stato istituito il Museo La
Specola, che raccoglie ed espone strumenti storici di osservazione e
calcolo come il Quadrante Murale o il
Cercatore di comete. |
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Le immagini presenti in questa
pagina raffigurano: [1] la vista
esterna del Castel Vecchio,
su cui spicca la torre della Specola; [2]
un'immagine della Sala Meridiana,
in cui è possibile vedere il grande
Quadrante Murale costruito nel 1779 dall'artigiano
inglese Jesse Ramsden; [3] un'immagine dello scalone trecentesco che porta
alla loggia; [4] un'immagine della Sala
delle Figure, l'osservatorio
superiore, affrescato dal pittore vicentino Giacomo
Ciesa con i ritratti di otto celebri astronomi: Tolomeo, Copernico,
Tycho Brahe, Galileo, Keplero, Newton, Montanari e Poleni. |
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