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L'imponente
Palazzo Zabarella , situato in
via San Francesco, nel cuore della città,
rappresenta una delle più significative testimonianze dell'edilizia
medievale a Padova. Il palazzo fu costruito nel dodicesimo secolo con
l'impiego di laterizi romani di riutilizzo e subì nel tempo importanti
modifiche. Divenne proprietà della famiglia Zabarella all'inizio del
quindicesimo secolo e da allora ne prese il nome.
Fu l’ultimo discendente degli Zabarella, Giacomo, che all’inizio
dell’ottocento diede al palazzo il volto attuale, effettuando una profonda ristrutturazione affidata all'architetto
Daniele Danieletti .
Questi, sulla base dell’estetica neoclassica allora in voga, ridefinì il
prospetto, collocando il portone d’ingresso al centro della facciata e
riposizionando finestre e balconi in base ad una simmetria centrale.
Quindi ideò l’elegante atrio colonnato aperto verso il cortile interno e
progettò il nuovo scalone collegato all’atrio da un vestibolo.
Il vestibolo fu affrescato con partiture architettoniche e immagini
della Fama, in forma di fanciulla alata, da Giovanni Carlo Bevilacqua,
che si era già occupato nel 1811 degli affreschi di Villa Pisani.
All’ingresso del piano nobile si trova una prospettiva architettonica di
Giuseppe Borsato : il vaso di fiori sopra il vassoio sulla balaustra
dipinta accentua il gioco illusionistico con un tocco di raffinato
realismo. Francesco Hayez realizzò
la decorazione della pareti e del soffitto della Stanza di Giacomo ed
Anna . Gli affreschi, oggi visibili su
pannelli, hanno tema classicheggiante: sulle pareti sono rappresentate
le muse, mentre sul soffitto
spicca la personificazione della Sapienza tra Minerva, Mercurio e Iride.
Dopo la morte di Giacomo, che non ebbe eredi, il palazzo passò di mano
in mano da un proprietario all’altro. Attualmente Palazzo Zabarella
rappresenta una delle sedi cittadine di eventi culturali più prestigiose
ed ambite, ed ospita sovente mostre di importanza internazionale. |
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Le immagini presenti in questa pagina
raffigurano: [1] veduta di Palazzo
Zabarella e della Torre
da via San Francesco; [2] particolare della facciata; [3] veduta del grande
scalone interno
progettato da Daniele Danieletti;
[4] la prospettiva architettonica
situata all'ingresso del piano nobile. |
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