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L' Orto
Botanico della Facoltà di
Medicina dell'Università
di Padova
venne realizzato nel 1545
come Orto dei Semplici (Horti simplicium) per la coltivazione e
lo studio di piante medicinali (dette appunto semplici, nel senso di
naturali), ed è il più antico orto botanico
universitario d'Europa. Voluto dal medico naturalista
Francesco Bonafede,
docente di Lettura dei semplici,
fu progettato dall'architetto Andrea Moroni su delibera del Senato della
Repubblica Veneta. L'Orto sorge su un'area di forma trapezoidale di
circa due ettari, delimitato su due lati dal canale Alicorno dal quale,
fino a pochi decenni fa, veniva prelevata l'acqua per l'irrigazione.
Il
nucleo originario dell'Orto è rappresentato dal cosiddetto Hortus
Sphaericus (o Hortus Cinctus), di circa
85 metri di diametro, in cui è
inscritto un quadrato, a sua volta suddiviso in quattro quadrati minori
detti quarti, separati da due viali perpendicolari orientati secondo i
punti cardinali. Ogni quarto, provvisto di fontana centrale, è suddiviso
in circa 250 parcelle disposte secondo differenti ed eleganti
geometrie. In tempi successivi all'Orto furono annessi la biblioteca,
l'erbario e vari laboratori.
L'attività dell'Orto si svilupparono molto velocemente: nel 1552 vi erano
coltivate 1.500 piante diverse e nel 1834 addirittura 16.000.
L'Orto
ospita un'importante collezione di piante storiche tra le quali si
segnala una Palma di San Pietro impiantata nel 1585 (attualmente la
pianta più vecchia) e resa famosa da Goethe che le dedicò alcuni scritti, un
ginkgo del 1750 ed una magnolia piantata nel
1786 e ritenuta la più antica d'Europa, oltre a varie serie di piante
medicinali, piante velenose, piante insettivore, piante
acquatiche, piante dei Colli Euganei e piante rare e minacciate di estinzione. L'Orto botanico, che
ha conservato nel tempo la propria ubicazione e la struttura originaria, è stato iscritto nel 1997 come sito culturale
nella Lista del Patrimonio mondiale dell'Unesco. |
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Le immagini presenti in questa pagina
raffigurano: [1] una visuale interna dell'Hortus Sphaericus, nella quale
si può intravedere la serra che conserva la celebre Palma di Goethe; [2] un'aiuola
di essenze ornamentali;
[3] vasca esterna dove viene coltivata la Victoria Cruziana,
ninfacea gigante originaria dell'America latina; [4] particolare di
una planimetria del 1887 che mostra la
struttura dell'Orto Botanico. |
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