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Scritto da Federico Bernardello
Venerdì 12-03-2010 - Aggiornato Giovedì 06-10-2011
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L'Orto Botanico della Facoltà di Medicina dell'Università di Padova venne realizzato nel 1545 come Orto dei Semplici per la coltivazione e lo studio di piante medicinali dette appunto semplici, nel senso di naturali, ed è il più antico orto botanico universitario d'Europa.
Voluto dal medico naturalista Francesco Bonafede, docente di Lettura dei semplici, fu progettato dall'architetto Andrea Moroni su delibera del Senato della Repubblica Veneta. L'Orto sorge su un'area di forma trapezoidale di circa due ettari, delimitato su due lati dal canale Alicorno dal quale, fino a pochi decenni fa, veniva prelevata l'acqua per l'irrigazione. Il nucleo originario dell'Orto è rappresentato dal cosiddetto Hortus Sphaericus, di circa 85 metri di diametro, in cui è inscritto un quadrato, a sua volta suddiviso in quattro quadrati minori detti quarti, separati da due viali perpendicolari orientati secondo i punti cardinali. Ogni quarto, provvisto di fontana centrale, è suddiviso in circa 250 parcelle disposte secondo differenti ed eleganti geometrie. In tempi successivi all'Orto furono annessi la biblioteca, l'erbario e vari laboratori.
LA COLLEZIONE - L'attività dell'Orto si svilupparono molto velocemente: nel 1552 vi erano coltivate 1.500 piante diverse e nel 1834 addirittura 16.000. L'Orto ospita un'importante collezione di piante storiche tra le quali si segnala una Palma di San Pietro impiantata nel 1585 (attualmente la pianta più vecchia) e resa famosa da Goethe che le dedicò alcuni scritti, un ginkgo del 1750 ed una magnolia piantata nel 1786 e ritenuta la più antica d'Europa, oltre a varie serie di piante medicinali, piante velenose, piante insettivore, piante acquatiche, piante dei Colli Euganei e piante rare e minacciate di estinzione. L'Orto botanico, che ha conservato nel tempo la propria ubicazione e la struttura originaria, è stato iscritto nel 1997 come sito culturale nella Lista del Patrimonio mondiale dell'Unesco.
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