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La Goliardia |
Scritto da Federico Bernardello
Mercoledì 03-03-2010
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Le prime testimonianze di Goliardia sono databili al tredicesimo secolo, nei Carmina Burana, componimenti anonimi, pubblicati in seguito da Schiller nel 1837, che si distinguono per il carattere licenzioso con cui celebrano i piaceri della vita e dell’amore.Gli scritti, composti da giovani intellettuali, hanno come destinatario privilegiato delle loro invettive la Chiesa, che li etichettò con l’appellativo di figli di Golia, il demonio, da cui deriva il nome Goliardi. A Padova, in occasione della commemorazione galileiana del 1892, fu realizzato un cappello su un modello di origine trecentesca, la Feluca, che fu adottato rapidamente come copricapo ufficiale dei goliardi italiani. La nascita ufficiale della Goliardia a Padova risale tuttavia all'8 febbraio 1900, in occasione delle Feriae matricolarum organizzate per rendere omaggio agli studenti morti per l'indipendenza l'8 febbraio 1848.La Goliardia è guidata da un Tribuno, la cui carica in origine veniva assegnata, in seguito ad una zuffa, al goliardo che si faceva trovare in piedi sulla cattedra di Anatomia del Bò, al momento dell'ingresso del professore il primo giorno dell'anno accademico; a partire dagli anni cinquanta il Tribuno viene eletto con una votazione. Nel tempo la vita sociale dei goliardi divenne sempre più animata, costellata di appuntamenti fissi quali la sfilata di costumi caricaturali e la redazione di giornali satirici. Nel 1969, con la liberalizzazione dell'accesso alle università, il numero dei goliardi diminuì sensibilmente: oggi la tradizione sopravvive attraverso le attività del Tribunato degli studenti e degli ordini goliardici che vi si riconoscono. LE USANZE - Sono rimaste celebri le canzoni goliardiche, i cui testi sono irriverenti, boccacceschi e sfrontati al limite della censura, che vengono cantate il giorno delle Feriae matricolarum e per celebrare le lauree: i neo laureati vengono spogliati e travestiti di fronte al Palazzo del Bò, dove subiscono scherzi di ogni tipo e dove sono tenuti a leggere pubblicamente il Papiro di Laurea, un testo che ne riassume la vita e le gesta, generalmente scritto in rime dialettali e corredato da una caricatura oscena del laureato.Le Feriae matricolarum si celebrano ancora ogni anno con una giornata di festa nella quale i Goliardi organizzano scherzi originali e le matricole universitarie liberano gli studenti degli istituti superiori da cui provengono, interrompendo le lezioni e sloggiando rumorosamente studenti e docenti dalle classi. |

Le prime testimonianze di Goliardia sono databili al tredicesimo secolo, nei Carmina Burana, componimenti anonimi, pubblicati in seguito da Schiller nel 1837, che si distinguono per il carattere licenzioso con cui celebrano i piaceri della vita e dell’amore.
La nascita ufficiale della Goliardia a Padova risale tuttavia all'8 febbraio 1900, in occasione delle Feriae matricolarum organizzate per rendere omaggio agli studenti morti per l'indipendenza l'8 febbraio 1848.
LE USANZE - Sono rimaste celebri le canzoni goliardiche, i cui testi sono irriverenti, boccacceschi e sfrontati al limite della censura, che vengono cantate il giorno delle Feriae matricolarum e per celebrare le lauree: i neo laureati vengono spogliati e travestiti di fronte al Palazzo del Bò, dove subiscono scherzi di ogni tipo e dove sono tenuti a leggere pubblicamente il Papiro di Laurea, un testo che ne riassume la vita e le gesta, generalmente scritto in rime dialettali e corredato da una caricatura oscena del laureato.