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Basilica di Santa Giustina |
| Scritto da Federico Bernardello Lunedì 15-03-2010 - Aggiornato Giovedì 06-10-2011 |
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LA STORIA - Le sue origini sono molto antiche: un primo edificio venne eretto dopo l’Editto di Milano del 313 per custodire il sepolcro di Santa Giustina Martire e fu in seguito ricostruito dal patrizio Opilione nel quinto secolo. Di questa Basilica, rovinata dal terremoto del 1117, sopravvive il Sacello di Santa Maria, esempio di tarda arte paleocristiana databile al 450-510, nel quale è custodito il sepolcro di San Prosdocimo, primo Vescovo di Padova: si tratta di un abside chiuso da una pergola formata da quattro esili colonne in marmo greco sovrastate da un architrave con un arco centrale. L'attuale Basilica romano-gotica fu ricostruita nel sedicesimo secolo ad opera di vari architetti, ma fu sopratutto l'apporto del bergamasco Andrea Moroni a risultare determinante. La pianta della Basilica è a croce latina, suddivisa internamente in tre navate coperte da volte a botte. La struttura è dotata di otto cupole e di un campanile. La facciata, spoglia e priva di rivestimento, è ornata da quattro nicchie che contengono le allegorie degli evangelisti. Ai lati sono posizionati due grifoni di marmo rosso di Verona. L'INTERNO - L'interno della Basilica è imponente e luminoso: al centro della navata centrale è visibile un crocefisso ligneo del quattrocento, mentre il presbiterio è ornato di stalli scolpiti in legno di noce da Riccardo Taurigny. In fondo al coro, appoggiata ad una curva dell’abside, si trova la grandiosa pala del Martirio di Santa Giustina, realizzata nel 1575 dal Veronese. Alla sue destra il corridoio dei Martiri collega la Basilica con il monastero; al centro del corridoio si trova il Pozzo dei Martiri, che contiene le reliquie dei martiri padovani. Su un lato è visibile una gabbia in ferro che conteneva le reliquie di San Luca Evangelista. Le spoglie di San Luca sono conservate nell'Arca omonima, opera di scuola pisana del 1316 con rilievi in alabastro, che in passato ospitava il Polittico si San Luca, un tempera su tavola dipinta da Andrea Mantegna, ora esposta nella Pinacoteca Brera di Milano. IL MONASTERO - L'annesso monastero benedettino venne fondato nella seconda metà dell'ottocento; soppresso da Napoleone nel 1810 e trasformato in caserma, è stato riaperto nel 1919. I monaci dispongono attualmente di tre chiostri, tra cui lo splendido Chiostro Grande e dei locali annessi. La struttura ospita anche il Collegio universitario, la biblioteca, specializzata in scienze teologiche e storia monastica, e il Laboratorio di restauro del libro. |


Commenti
grazie per aver visitato il sito. Per accedere ai chiostri ti suggerisco di contattare la portineria dell'Abbazia (mail:segreteri a@abbaziasantag iustina.org, telefono 0498220411) in modo da concordare la visita.
Federico